lunedì 31 dicembre 2007

Anno nuovo vita bu

La mia lunga esperienza di internet-user mi suggerisce che non c'è niente di meglio per concludere l'anno di un post di bilancio sull'anno trascorso e di propositi per l'anno nuovo.

Se devo riguardare ai dodici mesi appena trascorsi mi viene solo da sorridere. Magari un sorriso verde. E' stato uno degli anni più strani della mia vita. Forse non il più brutto ma sicuramente da podio.
Volendo essere estranei nel giudizio posso dire che ci sono state alcune soddisfazioni. Soprattutto per quanto riguarda la sfera dei rapporti, nuovi o vecchi che siano (fra tutti Marco, Dean e il Fleur). Per questo voglio salutare e ringraziare chi dice che non serve, e cioè chi ha avuto la frase giusta nel momento giusto (miao), chi non serve che ci guardiamo negli occhi per capirci ed ancora chi magari un domani solo pochi coperti...Auguro poi uno splendido anno a chi tende a demoralizzarsi ma il giorno dopo ha il nervo che non avrò mai (fa male il ginocchio eh...).
Se dovessi scegliere una parola per quest'anno scelgo consapevolezza. Consapevolezza di quello che ormai sono e di quello che ormai non sarò più.
Nel giro di un mese scarso due persone mi hanno posto la stessa domanda. E cioè chi fosse il vero prins. Ci ho riflettuto a lungo, pesando ragionamenti e parole. Cercando la giusta definizione, una frase riassuntiva, un pensiero. Sono giunto alla conclusione che se la risposta non interessa a nessuno la domanda perde di qualsiasi significato.
Stasera il prins farà compagnia a marco, iniziando così un 2008 di svincolamento dalla convivialità. Un ritorno al meno ti immischi e meglio stai e al non impegnarti che tanto non serve. Per l'anno che sta arrivando spero solo di finire un (o il) ciclo di studi magari trovando un po' di soddisfazione nel tirocinio.
Poi naturalmente vorrei suonare e disegnare di più, anche solo per tenermi allenato e vorrei leggere ancora qualche libro.
Se poi ce ne sarà si potrebbe anche riprendere a frequentare un dojo per arrivare alla qualifica di istruttore, ma sarebbe troppa grazia.

Ah, naturalmente, Buon Anno.

sabato 29 dicembre 2007

Ennio Borgna

Questa sera sono andato a sentire la Banda del Santuario al Teatro Italia di Pontebs.
Vorrei dire quello che penso a proposito dello spettacolo offerto (o almeno citare D.L) ma so già che la mia recensione non sarebbe del tutto imparziale (nel bene e nel male visto che son andato a sentir suonare gli amici), quindi scriverò di una persona che ho reincontrato dopo molti anni. E la cosa mi ha fatto tantissimo piacere.
Lo spettacolo era registrato in presa diretta da (credo, ma conoscendo la famiglia...) Marco Borgna futuro ingegnere del suono. Il padre, Ennio, è una celebrità del mondo musicale del Friuli Venezia Giulia. Titolare di un negozio udinese di strumenti musicali per anni è stato il Maestro della banda di Pontebs. Sotto la sua direzione ho iniziato a suonare e anche grazie alla sua infinita pazienza sono riuscito a mettermi in testa (a picconate) le quattro porcherie che riesco a spernacchiare. E sempre grazie a lui sono entrato in contatto con Nevio Zaninotto e con il mondo del jazz (entrato in contatto...visto da lontano e giustamente esiliato).
Del Maestro Borgna il mondo è pieno di anedotti e storie assurde. Quando gli arriva uno stock di chitarra le scarta tutte fino a riempirne il negozio, poi infila il diapason in un cassetto e corre ad accordarne tante finchè dura il LA. Ha inventato un carrello per portare i pianoforte su per le scale e l'ho visto aggiustare un clarinetto con elastici e stuzziacadenti. Era insegnante di musica anche a scuola, ma non è mai entrato in ruolo perché si è dimenticato di consegnare la domanda. Era trombone nella Big Band del FVG e quando ero alle elementari-medie mi diceva sempre: "Cosa studi...? Prendi un libro su Charlie Parker e capirai un sacco di cose...". Tipica frase: "Ero in vacanza coi figli, mia moglie? è rimasta a casa, era una vacanza."
A posteriori, quello che più conta, è forse il fatto che per me ha sempre incarnato un altro modo di vedere le cose.
Questa sera parlando del più e del meno siamo entrati in argomento studio e il discorso è stato più o meno:
Ennio Borgna:"E quanti te ne mancherebbero di es...ah queste cose non si domandano, si sa com'è, ci vuole tempo..."
Prins:"Grazie maestro."

Natale strano

A questo post ho pensato un sacco. Anzi, ho pensato un sacco se pubblicarlo, e se sì, come. La prima parte doveva essere l'ossatura di un intervento molto più sarcastico e l'ho scritta in un paio di minuti. La seconda, invece, è frutto di una riflessione che qualcuno mi ha fatto fare.
E il vostro com'è?

Per me Natale non è il pranzo in famiglia. Non è ingozzarsi oltre ogni modo per poi rotolare alla poltrona. Non è mia madre che rincorre mia sorella con una scopa per una risposta di troppo. Non è sentir già dalla mattina parlar male dei tuoi amici su come intraprendono la difficilissima via di crescere un figlio. Non è aprire i regali tutti insieme “ma io per ultima che voglio prima vedere i vostri…”. Non sono le frecciate al vetriolo fra sorelle. Non è il volume delle chiacchiere che cresce con il volume dell’alcool nel bicchiere. Non è sentir parlare con fervore di quelli che tu credi dei parenti per poi scoprire alla fine essere i protagonisti di una fiction.

Per me natale è uscire la sera della vigilia con gli amici a sbevazzare. E’ andar fuori dalla messa a fare gli auguri a tutti, dai cinque ai novant’anni, e bere il brulè degli alpini. E’ veder ridotti sul lastrico i fratelli Duke e John MacLane che piglia a calci in culo i cattivi. E’ il pranzo di Natale, quello del 21 però. E’ andare a casa di Giulio a giocare e mangiare pandoro. E’ stravincere a “Città, fiumi, ortaggi…” e straperdere a “Paroliere”. E’ colorare gli ultimi biglietti d’auguri in auto. E’ telefonare al compagno di banco delle superiori per fargli gli auguri di compleanno. E’ andare a trovare Dean, scambiarsi i regali, ridere di assurdità per ore e guardare la tv.

mercoledì 26 dicembre 2007

Auguri dal Totem



E secondo voi potevo tenermelo solo per me?

lunedì 24 dicembre 2007

Back To Pontebs

Questo è il tipo di notizia che si deve dare in diretta (anche se non ve ne importerà nulla o quasi). Quasi un regalo di Natale?

Il generale è tornato.

-Com'era?
-Una merda di posto.
-Come è andata?
-Di culo. Ho avuto proprio culo. Veramente. Non te lo immagini.

Pontebba: Milano anni '80

Cammino per la piazza di Pontebs e qualcosa nel panorama non mi convince.
Un particolare è stato modificato. Aguzza la vista.
Finalmente realizzo: manca la fontana.
Manca la fontana.
Simbolo secolare insieme al ponte del paese.
A questo punto mi inizio a chiedere (e domando un po' in giro) se il sindaco è scappato ad Hammamet e, memore dell'italica tradizione, ha portato con sé un pezzo della sua Italia che ingiustamente lo esilia.
Mi dicono che no, il primo cittadino non è scappato, e che la fontana è stata rimossa solo per un restauro e che forse verrà collocata in una nuova sede.
Di un restauro aveva veramente bisogno, di una nuova sede assolutamente no.
Ho provato a cercare su internet una foto della piazza con la fontana. Impossibile, neanche una. Un pensiero si fa nuovamente strada nella mia testa. L'hanno rubata, e ne stanno cancellando le tracce dalle foto come in Unione Sovietica con gli scomunicati del partito.
Fra vent'anni ci chiederemo: "Ti ricordi la fontana in piazza?"-"Fontana? Non c'è mai stata una fontana in piazza..."

domenica 23 dicembre 2007

Auguri

Un sincero augurio di buon Natale ed un felice anno nuovo a tutti.
Belli e brutti.
Cattivi e buoni.
Astemi e ubriaconi.
A chi se lo merita e anche a chi non.
A chi mangia pandoro e chi panetton.

Vista la licenza poetica mi fermo qua con la poesia di Natale.
Il biglietto quest'anno l'ho fatto all'ultimo momento e quindi ne ho fatta una versione digitale per tutti. Spero vi piaccia, almeno apprezzate lo sforzo...

sabato 22 dicembre 2007

Un certo signor G


Dato che me l'hai chiesto diverse volte ma non sapevo risponderti perché totalmente ignorante in materia ti metto l'interpretazione originale di una delle canzoni dello spettacolo e cioè "Io non mi sento Italiano" e mi sono informato un po'...
Neri Marcorè porta sul palcoscenico le prime esperienze teatrali di Gaber dal "Signor G" a "Dialogo tra un impegnato e un non so", "Far finta di essere sani" e "Anche per oggi non si vola". Vengono quindi reinterpretati i primi anni settanta dell'artista milanese.
Come già detto di Gaber ero praticamente a digiuno (tralasciando un paio di canzoni famosissime) e devo dire che lo spettacolo m'è piaciuto, anche per le splendide live-performance delle pianiste Gloria Clemente e Vicky Schaetzinger. Poi ritenendo Enzo Jannacci un genio non potevo che ritrovarne le affinità dettate dal periodo e dall'amicizia.
Naturalmente il post è per Sango.
E Martina? Pensi veramente che me la son presa? Ma dai...
Polemichina finale: qualcuno sa a che punto della vita Ombretta Colli s'è rincoglionita?

Pranzo di Natale

Giunti alla seconda edizione del "Gran Pranzo di Natale" si iniziano a delineare stilemi e regole. I sei posti sei diventano ereditari come al Concerto di Capodanno a Vienna, se manchi per un qualsiasi motivo perdi i tuoi diritti e se ti va porta una bottiglia di vino.

Per cominciare:
antipasto a base di salame nostrano "Wulfenia" e pane tipo francese accompagnato da pinot grigio 2003

Proseguendo poi con:
tris di primi definito "dei commensali" composto da frico di patate, gnocchi di pane e risotto alla milanese serviti con merlot 2001 e cabernet sauvignon

Continuando con:
tris di secondi composto da cotechino affumicato "Wulfenia", polpettone e salsicce al forno contornati da lenticchie e patate al forno e accompagnati da refosco

Per finire:
torta alle pere e cioccolata

Grazie a Davide per gli gnocchi e a Fulvio per il vino. A tutti gli altri grazie della splendida compagnia e della anche soltanto fugace visita.
All'anno prossimo.

mercoledì 19 dicembre 2007

Solo per Fede: ero sarcastico

Naturalmente il definire Fazio nume tutelare della libertà era una battuta. E parlando di un autore maestro nelle battute multilivello come Luttazzi ho tirato in ballo proprio il buonista per eccellenza vista la passata querelle con il comico di Santarcangelo di Romagna.

Per chi volesse approfondire il multilivello:
Ai tempi di TMC avviene il primo scontro su una battuta di Luttazzi: "Fabio c'è un posto per te nell'esercito: il mio!" e la richiesta dello stesso Fazio di non far più battute del genere perchè il militare lui l'aveva evitato (si dice con una raccomandazione socialista...).
Poi il pezzo forte: Fazio sale sul carro degli epurati al tempo dell'editto bulgaro per spiegare il suo passaggio (che risulterà fallimentare ancora prima di partire) all'allora neonata La7. Piccolo particolare...non era stato epurato ma aveva scelto volontariamente di passare alla nuova emittente e, vista la malaparata, decise di entrare nel gruppo degli ingiustamente cacciati.
Se poi ci mettiamo pure che la trasmissione "Che tempo che fa" si ispira chiaramente al "David Letterman Show", format che per primo Luttazzi ha cercato di portare in Italia con "Barracuda" e "Satyricon" risultando però il tempio del volemose bbene.....anche a voi sembrerà scontata la mia scelta di Fazio come combattente per la causa pro-Decameron.
(come? non si è sperticato in difesa della libertà d'espressione e a favore della trasmissione dell'amico Daniele? M'era sembrato...)

ps: uno degli autori di "Che tempo che fa" è il giornalista Michele Serra sul cui commento a Decameron Luttazzi risponde così:
"Caro Serra, i tuoi argomenti li ho rubricati fra parentesi, alla voce " princìpi volatili e capziosi ". Quello dell'efficacia artistica è un principio volatile, quello delle "stimmate della purezza" un argomento capzioso. Io scrivo cose che fanno ridere me. Spero che piacciano al pubblico. Non potrò mai saperlo se mi si tappa la bocca."

martedì 18 dicembre 2007

Almeno uno

Almeno qualcuno ha detto qualcosa.
Dopo la cancellazione di "Decameron" tantissima gente s'è sprecata in critiche senza sapere di cosa parlava. Hanno accusato di volgarità, di copiar battute, di non far ridere.
Domenica sera, invece, a "Parla con me", magari alla fine del programma, magari disturbato dalla Dandini qualcuno ha detto qualcosa.
Al termine dell'intervista al cantante dei Negramaro (che come molti denota poca reattività all'incalzare del comico) Vergassola chiede: "Come faccio a convivere con il fatto che sei famosissimo e vendi tonnellate di dischi? Ti immagino in una vasca da bagno con Ligabue e Vasco che ti pisciano addosso, Pelù che ti caga in bocca e la Tatangelo in completo sadomaso che ti frusta".
Magari un rutto in un tornado, ma mi piacerebbe ascoltare certe cose più spesso, magari da quel nume tutelare delle libertà di Fazio...
Non centra niente ma son morto dal ridere. Neri Marcorè imita Alberto Angela, salta da un tavolo e facendo il gesto dell'ombrello dice: "Questo Tozzi col cazzo che lo sa fare!"

Tre ore alle terme


Chissà perchè è vietato scendere faccia in avanti?
Cosa mai può succedere...
Il bagnino va in pausa e lo scopriamo!
Anzi, lo scopro. Perchè Matteo ha preso la craniata piccola mentre il sottoscritto ha preso quella grande. Fronte-nasata al salto contro lo scivolo. Vi assicurono che si vedono le stelle e le gambe non ti reggono. E cascano pure i santi dal paradiso.
Risultato: sangue dal naso, escoriazioni e parte della fronte blu-giallastra.
Nota positiva: a casa la Prof mi fissa un po' e non dice niente, o non ha notato oppure s'è arresa. Non chiede per non sapere.

ps: è da più di una settimana che volevo scrivere sto post ma le foto le avevo sul (omioddio non dirlo) cellulare. Per la vostra gioia ho configurato il blutooth e me le sono scaricate (prins tecnologico e sticazzi direi).
pps: me l'ha spiegato Tommy come si fa.

domenica 16 dicembre 2007

Narcotic


E con questo la finisco.
Canzone un po' più recente, ma solo di un paio d'anni.

Caffè al bar ing?

Ammettilo Teo: è bellissima.

When I Come Around


Bon, questa e poi basta.
Magari ancora una...
Sì dai, solo una...

'74-'75


Riascoltando Wanderwall e complice l'uggioso pomeriggio montano mi son ricordato di un'altra canzone del periodo. Da qualche parte devo aver ancora la videocassetta con un festival in cui cantano The Connels e poi anche Daniele Silvestri ai tempi di "Le cose che abbiamo in comune".
Secoli fa quindi...
Cercando poi di andar un po' oltre col ragionamento (ma non troppo) credo siano proprio queste le canzoni che caratterizzano la nostra età. Le canzoni che ascolti quando inizi ad essere consapevole di quello che fai, le canzoni che rappresentano un cambiamento o una fase ben specifica. Le canzoni che canti con le parole a casaccio perchè l'inglese non lo sai (e adesso capendoci qualcosa in più pensi: "Però...già quella volta..."). Penso che per quelli del mio anno queste canzoni rappresentino i primi veri ricordi, quelli svincolati da amici più grandi o fratelli maggiori.
Quelli che fra altri dieci anni diremo ancora: "Ti ricordi..."

Wanderwall



Ripensando alla settimana appena trascorsa mi son ricordato di uno scambio di battute con Carlo dopo cena. Sinceramente non mi ricordo di cosa stessimo discutendo ma ci siamo trovati a parlare di questa canzone e dell'album "(Wat's The Story) Morning Glory". Persone elette parlerebbero di madeleine ma visto che ne era passata di birra sotto i ponti eviterei. Comunque era la fine della scuola media, io avevo la cassetta copiata da un amico (con cui non ci parliamo circa dalla seconda superiore) ed è sempre bello riascoltarla.

sabato 15 dicembre 2007

Al casello

(Esperimento: mettete su "Over The Hills And far Away" dei Led Zeppelin e quando Robert Plant inizia a cantare voi iniziate a leggere, vediamo se state dentro col testo...)

Rallenta…
Acceleratore su, freno giù, frizione giù, cambiane due in una volta, frizione su, freno su.
Scegli la corsia di destra che c’è meno coda.
Meno tre auto.
Cerca il biglietto e prepara i soldi.
Meno due.
Dalla finestra esce una mano minuta. Anelli d’argento ad anulare e pollice. La mattinata aveva proprio bisogno di una bella casellante a cui dire buongiorno.
Meno una.
Giù il finestrino, leva gli occhiali da sole e sfodera un sorriso disarmante.
Dall’autoradio i Led Zeppelin:

“Many have I loved - Many times been bitten
Many times I've gazed along the open road.”

E’ il tuo turno.
Sorridi…
“Buon giorno…”
“Buon giorno!”
E’ un uomo.
Un uomo molto gentile e sorridente. Con anelli.
Sorridi…
“Ecco il resto, ciao…”
“Ciao.”

“Many times I've lied - Many times I've listened
Many times I've wondered how much there is to know.”

Per guidare i Led Zeppelin sono il massimo…

venerdì 14 dicembre 2007

Record

Questa settimana è stato stabilito un nuovo record.
Da lunedì a venerdì compresi mai a casa se non per dormire.
Mai un pasto consumato a domicilio.
Si ringraziano per l'aiuto nel conseguimento della prestazione estrema:
Aldo, Alessio (il festeggiato), Carlo, Cristiano (il laureato), Davide, Lamorosadimoreno (che non ricordo come si chiama), Marta, Matteo, Moreno, Moreno (il laureato e festeggiato), Stefano, Thomas.
Se domani va tutto liscio scrocco pure il pranzo da Dean a Udine che è meglio!

Adoro i piani ben riusciti.

giovedì 13 dicembre 2007

Dario Fo sul caso Decameron


Visto che la cosa mi sta veramente a cuore, e forse non s'era capito, riporto l'intervento del maestro di satira Dario Fo sul caso Decameron dal blog di Daniele Luttazzi.
In questi giorni nei vari articoli apparsi sui quotidiani a commentare la censura di cui è stato vittima Daniele Luttazzi, si sono susseguiti a iosa termini come “buongusto”, “stile”, “opportunità”, “decenza”, “trivialità”, ecc..
All’istante, di contrappunto mi sono venute in mente caterve di espressioni e situazioni scurrili a dir poco feroci, impiegate da maestri storici della satira, a cominciare da Mattazzone da Calignano, grande giullare lombardo del XIII secolo, che, in un suo fabulazzo sulla lamentazione dell’uomo per la pena che Dio ha imposto a lui e alla sua femmina, elenca le fatiche e le mortificazioni nonché i continui flagelli e morbi a cui le creature umane sono sottoposte fin dalla creazione. Il Padreterno si lascia convincere dalle invocazioni dell’uomo e, ipso facto, decide di creare a suo vantaggio il villano, che lo servirà “in ogni bisogna” al par d’uno schiavo. In quell’istante passa di lì un asino e il creatore con un gesto della sua mano santa lo ingravida. Al nono mese, preannunciato da “un trempestar tremmendo de fulmini e saiette, de la panza de l’anemal, traverso el so’ cul de lü, sbotta de fora ol vilan spussento, tüto empastao de merda sgarosa e: stralak! Sto cul sforna criante ol servante creat da Deo. Una piova sbatente se spraca contra el corpazon del vilan scagazzao spussente, perché se faga cosiensa de la vita de merda che ve se presenta. ‘Da po’ che l’è nato egnudo’ ordena el Segnor ‘deghe un para de brache de canovasso crudo, brache spacà in del messo e dislassà, che no’ debbia pert tropp tempo in del pissà!’.”
Subito appresso mi appare Bescapè, un contemporaneo di Mattazzone da Calignano, che ci accompagna, mezzo secolo prima di Dante, nell’Inferno, dove personaggi ben noti della società del tempo vengono immersi a testa in giù nello sterco fumante, costretti a compiere gargarismi, trillando in gola secchiate di escrementi prodotti da animali fra i più fetenti.
E poi ancora vedo scorrere i milanesi longobardi sconfitti da Carlo Magno, che un anonimo fabulatore descrive costretti dall’Imperatore a “nettar co’ la lengua l’arco treonfal, costruit da lori mismi a onor da lu venzedor franzoso. Sü l’arcon tüti i soldat de Carlo gh’hann pissat sovra per una jornada entera e anco smerdao con cüra. Das po’ a ognün de’ Longobar fue ordenat de catar rospi, ratti e pantegan de fogna, e cusinarseli per far gran banchetto. I poverazz, boni cosiner con erbe parfumate, hann insaporit i boccon del pasto, engorgià tuto con gran fatiga e despo’ all’entrassat, tuto ch’avien magnat, gh’hann vomegado fora. L’emperador, desgostà, l’ha criat: ‘Ma cos’è ‘sta porcaria? No’ voi védar per le mee terre ‘sto vomegame! Lecadevelo subetamente e che tuto sia ben polido!’. Oh ch’el regal potestà!”.
Di certo si tratta di brani poco noti, che però Dante Alighieri ben conosceva per averli addirittura raccolti nel suo De Vulgari Eloquentia. Attraverso queste testimonianze, è risaputo, il sommo poeta, insieme ad altri autori che l’hanno preceduto, costruì il nuovo linguaggio, o Dolce Stil Novo, che ognuno di noi impara a considerare la base assoluta della nostra cultura.
Lo stesso Dante usa immagini similari per colorare di veemente indignazione la presenza di certi notissimi personaggi in cui incappa nell’infernale viaggio osceno. “A chi servirà quel buco vomitante fuoco?” chiede il tosco poeta a Virgilio. E quegli risponde: “Là dentro verrà fra poco infilato testa in giù, un Pontefice che ben merita di starsene a cottura lenta e le natiche al vento a sbattacchiar gambe al par d’un forsennato!”. Quel Pontefice è nientemeno che Bonifacio VIII, quello che incarcerò, costringendolo a vivere incatenato tra le proprie feci, Jacopone da Todi che si era permesso di insultare il Santo Padre in questione urlandogli: “Ahi! Bonefax! Hai iogato ben lo munno! Ahi! Bonefax! Che come putta hai traito la Ecclesia!” cioè, come una puttana hai ridotto la Chiesa!
Oggi, si sa, nessun cardinale si permetterebbe di porre mano pesante su questi scritti... è questione di opportunità e stile... oggi!
Ma di certo vi farà sussultare di stupore scoprire che anche il santo giullare Francesco di Assisi spesso si lasciasse andare a espressioni di un linguaggio azzardato, per non dire sconveniente. Infatti in una delle storie testimoniate da suoi seguaci, si racconta che un giovane discepolo un giorno si recò da lui disperato, sconvolto, giacché continuava ad apparirgli un orrendo demonio che lo tormentava con lusinghe e minacce, perché si lasciasse indurre nel peccato. Francesco, dopo averlo ascoltato, da autentico giullare quale era, disse al suo tormentato fratello: “Sai che debbi fare? Quando verrà l’enfame demonio, tu digli spietato: ‘Veneme appresso che eo te abbranco per l’orecchi, ti vo’ a spalancà la bocca e in quella ci caco dentro tutto lo smerdazzo che me riesce d’emprignatte!’. Così il giovine seguace repetette a lu demonio quella menaccia che Francesco li avea soggerita: ‘Te vo’ cacando in la bocca finché t’annego de merdazzo!’ Quello diavolo, preso de lo terrore, fuggì, annanno a sbatte contro rupi de le montagne che se sgretolaveno, come sotto tremmamoto, e tutto lo covertirno, seppellennolo per l’intero.”.
È inutile sottolineare che di questa leggenda non si trova traccia nella versione ufficiale della vita di Francesco, quella riscritta quarant’anni dopo da fra Bonaventura da Bagnoreggio, eletto a generale dell’ordine dalla Chiesa di Roma, che censurò l’originale, anzi lo distrusse addirittura mandandolo alle fiamme.
Ma quello di mascherare le notizie e le testimonianze che danno impaccio alle elegie è cosa di tutti i giorni da sempre. Al contrario spesso si scelgono bell’apposta, come nel caso di Luttazzi, le espressioni e i lazzi satirici palesemente scurrili e si mettono in bella mostra allo scopo di abbassare il livello di dignità dell’autore. Conosciamo bene questa pratica davvero ipocrita e furbesca: ti si accusa di usare forme oscene di linguaggio per censurarti o addirittura eliminarti dalla scena.
A me e a Franca è accaduto con Canzonissima quando ci permettemmo di parlare di morti bianche sul lavoro e della mafia criminale. Nessuno, fino ad allora, sto parlando di quarant’anni fa, aveva mai trattato l’argomento. Anche in quell’occasione, fra le tante accuse, quali quella di buttarla in politica, ci si scaraventò addosso anche l’accusa di scurrilità e di non rispettare il comune sentire degli spettatori.
Luttazzi non a caso stava preparando una puntata sull’enciclica del Pontefice. Come eliminarlo senza mettere in primo piano l’autentico soggetto? Si fa la carambola: si spara su un bersaglio laterale per poterti di rimando colpire in piena fronte o, se volete, in piene chiappe. A parte che un bersaglio come Ferrara, è così generoso, da non potersi sbagliare!
Esulta, mio caro Daniele! Così ti hanno eletto a classico della satira, e anche della letteratura! Complimenti!
Dario Fo
Per chi vuole seguire l'evolversi della vicenda: www.danieleluttazzi.it

Via Gatteri 58


Serata 12-12-2007

mercoledì 12 dicembre 2007

La vuoi la bistecchina?


Settimana iperproteica un po' per tutti.
Neanche fossimo dei culturisti prima di una gara.
C'è chi la mangia in mensa.
E chi la preferisce invece la sera a casa.
C'è chi non la potrebbe mangiare.
Ma esagera ugualmente.
Che tanto si vive una volta sola.
Pericolosamente.
C'è chi l'adora e si ingozza.
C'è chi proprio non la sopporta.
Ma un po' sì, dai, per educazione.
C'è chi sta mangiando fegato a colazione.
C'è chi sta svuotando il freezer.
E chi ne sta pigliando a chili.

domenica 9 dicembre 2007

Falling In Love. Again.

"Luca Cordero di Montezemolo si è incontrato con Casini e Fini. Di cosa avran parlato? Secondo me di donne. In tre ne avran messe incinta una vagonata. Secondo me è quella là la 'cosa bianca'..." Luciana Littizzetto a "Che tempo che fa"

Luciana ti son cresciute anche le tette?

Impressioni d'autunno

Un passo avanti e due indietro.
Daniele Luttazzi torna dopo anni in televisione e dopo solo cinque puntate viene nuovamente censurato (ed era libero di dire e/o fare qualsiasi cosa). I governi cambiano, le televisioni cambiano, forse i padroni cambiano. I risultati sono invece sempre gli stessi. Le paure sono sempre le stesse. Paura di chi dice la verità, o almeno prova a dirla. Paura di quello che non si conosce. Paura di quello che non si capisce.
Attraverso tutte queste parole si fa largo anche un'ipotesi alternativa. Ferrara è stato solo la scusa della cacciata, una cacciata preventiva per evitare che andassero in onda i commenti all'ultima Enciclica durante la nuova puntata.
Sinceramente, se dovessi scegliere, preferirei una cacciata dovuta a qualcosa di detto, non conseguenza di un non-avvenimento. Spero che lo Stato Pontificio non sia arrivato a tanto (anche se ora mi toccherebbe citare Andreotti con la sua: "a pensar male si fa peccato però...").
Come sempre Luttazzi non s'è imposto alcun tipo di censura, ha colpito a destra e a manca senza mai chiudere gli occhi, criticando in primis il "proprietario" della rete. Ricordando, se ce n'era ancora bisogno, che se dai lo stipendio ad una persona non significa che lo hai comprato.

La battuta causa della scacciata:
"Dopo 4 anni guerra in Iraq, 3.900 soldati americani morti, 85.000 civili iracheni ammazzati e tutti gli italiani morti sul campo anche per colpa di Berlusconi, Berlusconi ha avuto il coraggio di dire che lui in fondo era contrario alla guerra in Iraq. Come si fa a sopportare una cosa del genere? Io ho un mio sistema, penso a Giuliano Ferrara immerso in una vasca da bagno con Berlusconi e Dell’Utri che gli pisciano addosso, Previti che gli caga in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta tutti. Va già meglio vero?
L'immagine è raccapricciante? Deve esserlo. Solo così può cercar di competere con l'immagine della guerra e di chi nega le sue responsabilità.
La frase è offensiva per la persona di Giuliano Ferrara? Quante volte le parole di Ferrara risultano offensive anche solo per l'intelletto di chi le ascolta ma questo non gli impedisce di esprimersi.
E' un umorismo troppo estremo? Nelle altre puntate si son visti barboni nutrirsi del vomito dei compagni, filosofi greci parlar di preti pedofili, una sit-com col padre del comico imbalsamato in salotto.....questo non dava fastidio? Ma forse non è più morboso Bruno Vespa coi suoi plastici, gli psicologi, i politici di turno, le interviste sgranate. Non sono più morbose le litigate del pomeriggio per signore, i quiz a notte fonda e le televendite?

Ultimo aggiornamento dal blog ufficiale:
"Stasera è successo un fatto gravissimo: per motivi legali (nessuna comunicazione ufficiale della sospensione del programma) io e Franza Di Rosa abbiamo completato al montaggio la puntata n.6 che doveva andare in onda. Verso le 20, dei funzionari di La7 sono entrati in sala montaggio per impedire fisicamente che proseguissimo. Hanno occupato la stanza, hanno intimato al tecnico di sospendere (senza averne titolo), uno di loro si è seduto al mio posto alla consolle e non se ne andava, sfidandoci. Ho telefonato all'avvocato: stavano commettendo un reato (violenza privata) e potevo chiamare la polizia. A quel punto sono usciti. Poi, quando ho finito e me ne sono andato, uno di loro è entrato per CANCELLARE TUTTO IL GIRATO di Decameron, passato e futuro. Spero non l'abbiano fatto." Daniele Luttazzi

Difficilmente mi schiero apertamente rinunciando al ruolo di avvocato del diavolo.
In questo caso esprimo, per quanto possa servire, il mio più incondizionato appoggio all'autore Daniele Luttazzi.

The City Of Violence

Visto che per il post sulla giornata di ieri mi serve un aggeggio per trasferire le foto inganno il tempo con un film.
Ho visto questo film coreano, "The City Of Violence" del 2006 e presentato fuori concorso a Venezia.
Devo dire che chi cerca un film d'azione senza fronzoli o una trama intrigata ed ingannevole ne sarà sicuramente entusiasta.
Ryoo Seung-wan, allievo di Park Chan-Wook (Old Boy...), racconta la dissoluzione dell'amicizia di cinque ragazzi che crescono a suon di botte. Una volta adulti, la loro abilità di menare le mani la mettono al servizio della giustizia o del crimine. Uno di loro muore e gli altri si ritrovano al suo funerale a tesserne le lodi, a ripercorrere la loro adolescenza, a ripensare a tutti quei momenti che li hanno visti insieme affrontare frotte di coetanei nel tentativo di affermare la loro superiorità.
Notevole, dal mio punto di vista, il gioco di citazioni. Da un lato c'è Quentin Tarantino che omaggia il cinema orientale (e non solo) con i suoi "Kill Bill", qui invece abbiamo palesi richiami al cinema occidentale. Come non notare le bande di ragazzi truccate come ne "I guerrieri della notte" oppure tutta l'atmosfera da spaghetti western che permea la pellicola con le inquadrature strette e la colonna sonora classica. Inoltre le scene d'azione sono spezzate da sdrammatizzazioni in puro stile "Indiana Jones", che rimane un masterpiece di genere.

Mi piace? Un piccolo cult.

martedì 4 dicembre 2007

Meteo

Che cazzo d’ora era?
Fuori era ancora buio. Non potevano essere le otto.
E la sveglia non smetteva di suonare
Si alzò per spegnerla. Erano le sei. Aveva sbagliato ad impostarla la sera prima.
Il disappunto scese un po’, c’erano ancora due ore di sonno prima della vera sveglia.
Sì, due ore; due ore meno il tempo che ci impiegava a riaddormentarsi. E faceva veramente freddo. Ce ne sarebbe voluto prima di acclimatarsi di nuovo al tepore accumulato durante la notte.
Non devi pensare si disse. Se vuoi riprendere sonno non devi pensare. Solo così scivolerai inavvertitamente nell’incoscienza.
Si mise a pensare.
Si mise a pensare alle previsioni del tempo. Più precisamente ai colonnelli dell’aeronautica che conducono le previsioni del tempo. Era come loro. Una versione civile dei presentatori del meteo.
Come loro poteva sfoggiare solamente i nastrini dell’anzianità di servizio. Neanche uno conquistato sul campo. Applicando alla sua vita il suo metro di giudizio non aveva mai conquistato niente. Mai ottenuto l’onore delle armi. Anzi, ogni risibile vittoria era stata accompagnata da danni collaterali spropositati. Danni utilissimi a rimetterlo al suo posto, danni che tramutavano tutto in sconfitta.
Non devi pensare si disse.
Qualcuno il meteo lo deve condurre…

lunedì 3 dicembre 2007

Zoolander

Sulla via della completa guarigione rivedo Zoolander.
E non so cosa dire se non: guardatelo.
Una pietra miliare del demenziale con protagonisti Ben Stiller e Owen Wilson.
Stiller è Derek Zoolander da tre anni il miglior modello al mondo, ma qualcuno sta per rubargli la scena.
D'altra parte Hansel quest'anno va tantissimo!
Il film è stracolmo di cammei di personaggi famosi, vi sfido a riconoscerne anche uno più di me.

Col post ringrazio anche tutti quelli che si sono interessati alla degenza che tutti sti giorni senza uscir di casa sono stati un supplizio.
Ciao Teo, Franz, Whiteknight, Davide, Debo, Seba.
Giulio penso di aver raggiunto un buon livello di emulazione col non lavarmi...

domenica 2 dicembre 2007

Genialità

Leonardo da Vinci è considerato il più grande genio del rinascimento italiano.
Inventò addirittura un elicottero.
Che non volava.
Anch'io quando ero piccolo inventai un elicottero che non volava.
Devo aggiungere altro?

Decameron - 5a Puntata



I commenti risultano totalmente superflui.
Un capolavoro.
Frutto della mente di un genio.

Unsu



Post dedicato a Teo.
Perchè il jujitsu è figo e son d'accordo.
Perchè magari a fare i kata ti rompi.
Ma questo è Karete-do Shotokan.
E questa esecuzione vale più dell'oro mondiale.

Unsu (mani come le nuvole) portato in gara dal francese Michael Milon.
Spulciando su internet scopro che Milon è stato uno dei migliori karateki degli anni '90 (l'esecuzione è un valido indizio, è perfettamente perfetto...per i profani notare la velocità all'inizio sulle quattro direzioni o l'immobilità nell'atterraggio dopo il salto), vincitore di 3 Campionati del Mondo individuali di kata e 10 volte Campione Europeo (4 individuali e 6 a squadre).
Purtroppo Milon scompare nel 2002 a soli 30 anni per un'overdose.

sabato 1 dicembre 2007

Enter The Dragon


Niente da fare, tempo di capolavori.
Oggi mi son riguardato "Enter The Dragon" con Bruce Lee (1973).

La storia narra di un maestro shaolin, Lee appunto, che viene convinto a partecipare ad un torneo di arti marziali su di un'isola privata governata dall'ambiguo Han.
Proprio questo film, secondo me, raccoglie gran parte delle caratteristiche del genere e anzi partecipa a posare le basi per tutti i film a venire.
C'è l'eroe mosso dal sentimento di vendetta, il comprimario che lo fa per soldi, un cattivo grossissimo, un cattivo sfregiato e un cattivo con la mano ad artiglio, l'isola misteriosa con passaggi segreti e macchine di morte, la raffineria di droga ed il bordello, il combattimento nella sala degli specchi e la cavalleria che arriva quando tutto è finito. Il tutto condito da una sapiente colonna sonora e dialoghi da duri intervallati da battute ad effetto.
E poi Bruce Lee recitava veramente bene.