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domenica 19 aprile 2009
Nome in codice Silvan
Silvan finalmente viene fuori allo scoperto: è lui il capo della resistenza!
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domenica 29 giugno 2008
Mandolino e spaghetti (di riso)
Accendendo cinque minuti fa la tv colpito da un attacco d'insonnia mi imbatto nella classica trasmissione di rai1 in cui consegnano premi a caso a tarda notte. Questa volta li danno ad attori emergenti.La coppia dei conduttori sono i celeberrimi Signor Nessuno e Bionda Da Pomeriggioraiuno.
A consegnare delle borse di studio interviene nientepopodimenoche Gordon Liu (con tanto di traduttrice) (per l'inglese, che sti stronzi di musigialli potrebbero anche impararlo il romanesco e facilitare la grama vita di noi presentatori).
Per chi non fosse un addetto ai lavori Gordon Liu è attore, studioso di arti marziali e coreografo di combattimenti. Per intenderci quello che in Kill Bill 1 faceva il capo degli 88 folli e in Kill Bill 2 il Maestro Pai Mei (Tarantino è un genio).
E cosa gli chiedono colti da improvviso estro?
"E' stato difficile schiaffeggiare un'attrice bella come Uma Thurman?"
Tralasciando il mestiere oscuro che risponde al nome di stuntman che solo i cinefili più esperti conoscono, ma se fosse stata quella cozza della Streisand sarebbe stato più facile? O più giustificato?
Magari si aspettavano una risposta del tipo "No, è stato facile, d'altra parte io conosco il kung fu, lei no..."
Resisi conto della minchiata che avevano chiesto la bionda si salva con un'ulteriore domanda:
"Ci fai vedere un paio di mosse?". Domanda corredata da gesti epilettici imparati da una videocassetta di twist.
Segue una sequenza di due secondi.
Commento del fenomeno col microfono: "Provate a dirgli che non è simpatico!"
Per fortuna su italia1 ci sono i Visitors.
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martedì 18 marzo 2008
Domanda esistenziale
Io di donne non capisco niente.
Ma niente.
Niente.
Vi prego quindi, rispondetemi.
Dalla risposta dipenderanno tutte le mie scelte future.
Esiste una ragazza cui farebbe piacere ricevere questa suoneria in regalo? E soprattutto, perchè?
(La vera domanda che mi pongo ma non oso fare è: alle ragazze fa piacere ricevere in regalo una suoneria qualsiasi? Ma come detto non ci ho mai capito nulla...)
Ma niente.
Niente.
Vi prego quindi, rispondetemi.
Dalla risposta dipenderanno tutte le mie scelte future.
Esiste una ragazza cui farebbe piacere ricevere questa suoneria in regalo? E soprattutto, perchè?
(La vera domanda che mi pongo ma non oso fare è: alle ragazze fa piacere ricevere in regalo una suoneria qualsiasi? Ma come detto non ci ho mai capito nulla...)
sabato 15 marzo 2008
Enzo Jannacci
Attenzione: il seguente post contiene incontrollata adorazione.
Premetto: i "programmi comici" che son proposti non mi fanno ridere.
Son di gusti difficili.
E sono anche stronzo.
Ho visto puntate di "Colorado" senza dire neanche ah.
Ho visto puntate di "Zelig" in cui i tormentoni coprivano gli insulti rivolti alla televisione.
Oramai rido solo con Daniele Luttazzi (non so se è più ammirazione o invidia) e certi telefilm americani (bon, aggiungo Paolo Rossi, Antonio Albanese e Corrado Guzzanti).
Quando vedo Enzo Jannacci mi piscio sotto dal ridere da prima che apra bocca a dopo che se ne è andato.
Il suo modo di parlare, la gestualità, la sconnessione dei discorsi...tutto confluisce in qualcosa di, a mio avviso, irresistibile.
Ecco, secondo me, è un genio.
E' un chirurgo stimato che ha studiato con Barnard, ha suonato con dei pesi massimi come Chet Baker e Bud Powell e quando parla non si capisce niente perchè pensa troppo velocemente.
Son di gusti difficili.
E sono anche stronzo.
Ho visto puntate di "Colorado" senza dire neanche ah.
Ho visto puntate di "Zelig" in cui i tormentoni coprivano gli insulti rivolti alla televisione.
Oramai rido solo con Daniele Luttazzi (non so se è più ammirazione o invidia) e certi telefilm americani (bon, aggiungo Paolo Rossi, Antonio Albanese e Corrado Guzzanti).
Quando vedo Enzo Jannacci mi piscio sotto dal ridere da prima che apra bocca a dopo che se ne è andato.
Il suo modo di parlare, la gestualità, la sconnessione dei discorsi...tutto confluisce in qualcosa di, a mio avviso, irresistibile.
Ecco, secondo me, è un genio.
E' un chirurgo stimato che ha studiato con Barnard, ha suonato con dei pesi massimi come Chet Baker e Bud Powell e quando parla non si capisce niente perchè pensa troppo velocemente.
giovedì 28 febbraio 2008
Monk From Pontebs
I palesi esempi delle foto sono il risultato di un paio d'ore nella macelleria della mia amica Francesca. Quando vedo tutte quelle scatole e barattoli non resisto. Come quando da bambino allinei i colori secondo le tonalità (voi no?).
Ecco: durante i miei raptus Francesca mi chiama Monk.
sabato 23 febbraio 2008
Io amo Scamarcio
O meglio amo la sua versione femminile: Laura Chiatti.
Lo ammetto, non mi interessa neanche che sappia leggere, scrivere o guidare il trattore(Laura sei troooooppo bella).
E ammetto anche che l'ho conosciuta in un'intervista doppia delle Iene dove si confrontava con Martina Stella (confrontava...la Stella a confronto è Gegia).
Le chiedono quanto questi aspetti contino nel suo uomo ideale:
Lo ammetto, non mi interessa neanche che sappia leggere, scrivere o guidare il trattore(Laura sei troooooppo bella).
E ammetto anche che l'ho conosciuta in un'intervista doppia delle Iene dove si confrontava con Martina Stella (confrontava...la Stella a confronto è Gegia).
Le chiedono quanto questi aspetti contino nel suo uomo ideale:
Bello...................60%
Ironico..................80%
Superdotato.........40%
Sensibile.............100%
Palestrato.............30%
Ironico..................80%
Superdotato.........40%
Sensibile.............100%
Palestrato.............30%
Giovane................90%
Laura, se la metti così, il tuo uomo ideale esiste, e vive a Pontebs.
sabato 16 febbraio 2008
Il fatto
"Non ho mai detto che Biagi dovesse andarsene. In Bulgaria rispondendo ad una domanda degli imprenditori italiani sono caduto in una ingenuità." Onorevole Silvio Berlusconi, venerdì 15 febbraio 2008, RaiUno
Non sapendo cosa pensare, dire o fare ho spento la televisione (perdendo così l'occasione di vedere il contraddittorio...ah no, non ci può essere).
Non sapendo cosa pensare, dire o fare ho spento la televisione (perdendo così l'occasione di vedere il contraddittorio...ah no, non ci può essere).
mercoledì 19 dicembre 2007
Solo per Fede: ero sarcastico
Per chi volesse approfondire il multilivello:
Ai tempi di TMC avviene il primo scontro su una battuta di Luttazzi: "Fabio c'è un posto per te nell'esercito: il mio!" e la richiesta dello stesso Fazio di non far più battute del genere perchè il militare lui l'aveva evitato (si dice con una raccomandazione socialista...).
Poi il pezzo forte: Fazio sale sul carro degli epurati al tempo dell'editto bulgaro per spiegare il suo passaggio (che risulterà fallimentare ancora prima di partire) all'allora neonata La7. Piccolo particolare...non era stato epurato ma aveva scelto volontariamente di passare alla nuova emittente e, vista la malaparata, decise di entrare nel gruppo degli ingiustamente cacciati.
Poi il pezzo forte: Fazio sale sul carro degli epurati al tempo dell'editto bulgaro per spiegare il suo passaggio (che risulterà fallimentare ancora prima di partire) all'allora neonata La7. Piccolo particolare...non era stato epurato ma aveva scelto volontariamente di passare alla nuova emittente e, vista la malaparata, decise di entrare nel gruppo degli ingiustamente cacciati.
Se poi ci mettiamo pure che la trasmissione "Che tempo che fa" si ispira chiaramente al "David Letterman Show", format che per primo Luttazzi ha cercato di portare in Italia con "Barracuda" e "Satyricon" risultando però il tempio del volemose bbene.....anche a voi sembrerà scontata la mia scelta di Fazio come combattente per la causa pro-Decameron.
(come? non si è sperticato in difesa della libertà d'espressione e a favore della trasmissione dell'amico Daniele? M'era sembrato...)
ps: uno degli autori di "Che tempo che fa" è il giornalista Michele Serra sul cui commento a Decameron Luttazzi risponde così:
"Caro Serra, i tuoi argomenti li ho rubricati fra parentesi, alla voce " princìpi volatili e capziosi ". Quello dell'efficacia artistica è un principio volatile, quello delle "stimmate della purezza" un argomento capzioso. Io scrivo cose che fanno ridere me. Spero che piacciano al pubblico. Non potrò mai saperlo se mi si tappa la bocca."
martedì 18 dicembre 2007
Almeno uno
Dopo la cancellazione di "Decameron" tantissima gente s'è sprecata in critiche senza sapere di cosa parlava. Hanno accusato di volgarità, di copiar battute, di non far ridere.
Domenica sera, invece, a "Parla con me", magari alla fine del programma, magari disturbato dalla Dandini qualcuno ha detto qualcosa.
Al termine dell'intervista al cantante dei Negramaro (che come molti denota poca reattività all'incalzare del comico) Vergassola chiede: "Come faccio a convivere con il fatto che sei famosissimo e vendi tonnellate di dischi? Ti immagino in una vasca da bagno con Ligabue e Vasco che ti pisciano addosso, Pelù che ti caga in bocca e la Tatangelo in completo sadomaso che ti frusta".
Magari un rutto in un tornado, ma mi piacerebbe ascoltare certe cose più spesso, magari da quel nume tutelare delle libertà di Fazio...
Non centra niente ma son morto dal ridere. Neri Marcorè imita Alberto Angela, salta da un tavolo e facendo il gesto dell'ombrello dice: "Questo Tozzi col cazzo che lo sa fare!"
giovedì 13 dicembre 2007
Dario Fo sul caso Decameron

Visto che la cosa mi sta veramente a cuore, e forse non s'era capito, riporto l'intervento del maestro di satira Dario Fo sul caso Decameron dal blog di Daniele Luttazzi.
In questi giorni nei vari articoli apparsi sui quotidiani a commentare la censura di cui è stato vittima Daniele Luttazzi, si sono susseguiti a iosa termini come “buongusto”, “stile”, “opportunità”, “decenza”, “trivialità”, ecc..
All’istante, di contrappunto mi sono venute in mente caterve di espressioni e situazioni scurrili a dir poco feroci, impiegate da maestri storici della satira, a cominciare da Mattazzone da Calignano, grande giullare lombardo del XIII secolo, che, in un suo fabulazzo sulla lamentazione dell’uomo per la pena che Dio ha imposto a lui e alla sua femmina, elenca le fatiche e le mortificazioni nonché i continui flagelli e morbi a cui le creature umane sono sottoposte fin dalla creazione. Il Padreterno si lascia convincere dalle invocazioni dell’uomo e, ipso facto, decide di creare a suo vantaggio il villano, che lo servirà “in ogni bisogna” al par d’uno schiavo. In quell’istante passa di lì un asino e il creatore con un gesto della sua mano santa lo ingravida. Al nono mese, preannunciato da “un trempestar tremmendo de fulmini e saiette, de la panza de l’anemal, traverso el so’ cul de lü, sbotta de fora ol vilan spussento, tüto empastao de merda sgarosa e: stralak! Sto cul sforna criante ol servante creat da Deo. Una piova sbatente se spraca contra el corpazon del vilan scagazzao spussente, perché se faga cosiensa de la vita de merda che ve se presenta. ‘Da po’ che l’è nato egnudo’ ordena el Segnor ‘deghe un para de brache de canovasso crudo, brache spacà in del messo e dislassà, che no’ debbia pert tropp tempo in del pissà!’.”
Subito appresso mi appare Bescapè, un contemporaneo di Mattazzone da Calignano, che ci accompagna, mezzo secolo prima di Dante, nell’Inferno, dove personaggi ben noti della società del tempo vengono immersi a testa in giù nello sterco fumante, costretti a compiere gargarismi, trillando in gola secchiate di escrementi prodotti da animali fra i più fetenti.
E poi ancora vedo scorrere i milanesi longobardi sconfitti da Carlo Magno, che un anonimo fabulatore descrive costretti dall’Imperatore a “nettar co’ la lengua l’arco treonfal, costruit da lori mismi a onor da lu venzedor franzoso. Sü l’arcon tüti i soldat de Carlo gh’hann pissat sovra per una jornada entera e anco smerdao con cüra. Das po’ a ognün de’ Longobar fue ordenat de catar rospi, ratti e pantegan de fogna, e cusinarseli per far gran banchetto. I poverazz, boni cosiner con erbe parfumate, hann insaporit i boccon del pasto, engorgià tuto con gran fatiga e despo’ all’entrassat, tuto ch’avien magnat, gh’hann vomegado fora. L’emperador, desgostà, l’ha criat: ‘Ma cos’è ‘sta porcaria? No’ voi védar per le mee terre ‘sto vomegame! Lecadevelo subetamente e che tuto sia ben polido!’. Oh ch’el regal potestà!”.
Di certo si tratta di brani poco noti, che però Dante Alighieri ben conosceva per averli addirittura raccolti nel suo De Vulgari Eloquentia. Attraverso queste testimonianze, è risaputo, il sommo poeta, insieme ad altri autori che l’hanno preceduto, costruì il nuovo linguaggio, o Dolce Stil Novo, che ognuno di noi impara a considerare la base assoluta della nostra cultura.
Lo stesso Dante usa immagini similari per colorare di veemente indignazione la presenza di certi notissimi personaggi in cui incappa nell’infernale viaggio osceno. “A chi servirà quel buco vomitante fuoco?” chiede il tosco poeta a Virgilio. E quegli risponde: “Là dentro verrà fra poco infilato testa in giù, un Pontefice che ben merita di starsene a cottura lenta e le natiche al vento a sbattacchiar gambe al par d’un forsennato!”. Quel Pontefice è nientemeno che Bonifacio VIII, quello che incarcerò, costringendolo a vivere incatenato tra le proprie feci, Jacopone da Todi che si era permesso di insultare il Santo Padre in questione urlandogli: “Ahi! Bonefax! Hai iogato ben lo munno! Ahi! Bonefax! Che come putta hai traito la Ecclesia!” cioè, come una puttana hai ridotto la Chiesa!
Oggi, si sa, nessun cardinale si permetterebbe di porre mano pesante su questi scritti... è questione di opportunità e stile... oggi!
Ma di certo vi farà sussultare di stupore scoprire che anche il santo giullare Francesco di Assisi spesso si lasciasse andare a espressioni di un linguaggio azzardato, per non dire sconveniente. Infatti in una delle storie testimoniate da suoi seguaci, si racconta che un giovane discepolo un giorno si recò da lui disperato, sconvolto, giacché continuava ad apparirgli un orrendo demonio che lo tormentava con lusinghe e minacce, perché si lasciasse indurre nel peccato. Francesco, dopo averlo ascoltato, da autentico giullare quale era, disse al suo tormentato fratello: “Sai che debbi fare? Quando verrà l’enfame demonio, tu digli spietato: ‘Veneme appresso che eo te abbranco per l’orecchi, ti vo’ a spalancà la bocca e in quella ci caco dentro tutto lo smerdazzo che me riesce d’emprignatte!’. Così il giovine seguace repetette a lu demonio quella menaccia che Francesco li avea soggerita: ‘Te vo’ cacando in la bocca finché t’annego de merdazzo!’ Quello diavolo, preso de lo terrore, fuggì, annanno a sbatte contro rupi de le montagne che se sgretolaveno, come sotto tremmamoto, e tutto lo covertirno, seppellennolo per l’intero.”.
È inutile sottolineare che di questa leggenda non si trova traccia nella versione ufficiale della vita di Francesco, quella riscritta quarant’anni dopo da fra Bonaventura da Bagnoreggio, eletto a generale dell’ordine dalla Chiesa di Roma, che censurò l’originale, anzi lo distrusse addirittura mandandolo alle fiamme.
Ma quello di mascherare le notizie e le testimonianze che danno impaccio alle elegie è cosa di tutti i giorni da sempre. Al contrario spesso si scelgono bell’apposta, come nel caso di Luttazzi, le espressioni e i lazzi satirici palesemente scurrili e si mettono in bella mostra allo scopo di abbassare il livello di dignità dell’autore. Conosciamo bene questa pratica davvero ipocrita e furbesca: ti si accusa di usare forme oscene di linguaggio per censurarti o addirittura eliminarti dalla scena.
A me e a Franca è accaduto con Canzonissima quando ci permettemmo di parlare di morti bianche sul lavoro e della mafia criminale. Nessuno, fino ad allora, sto parlando di quarant’anni fa, aveva mai trattato l’argomento. Anche in quell’occasione, fra le tante accuse, quali quella di buttarla in politica, ci si scaraventò addosso anche l’accusa di scurrilità e di non rispettare il comune sentire degli spettatori.
Luttazzi non a caso stava preparando una puntata sull’enciclica del Pontefice. Come eliminarlo senza mettere in primo piano l’autentico soggetto? Si fa la carambola: si spara su un bersaglio laterale per poterti di rimando colpire in piena fronte o, se volete, in piene chiappe. A parte che un bersaglio come Ferrara, è così generoso, da non potersi sbagliare!
Esulta, mio caro Daniele! Così ti hanno eletto a classico della satira, e anche della letteratura! Complimenti!
All’istante, di contrappunto mi sono venute in mente caterve di espressioni e situazioni scurrili a dir poco feroci, impiegate da maestri storici della satira, a cominciare da Mattazzone da Calignano, grande giullare lombardo del XIII secolo, che, in un suo fabulazzo sulla lamentazione dell’uomo per la pena che Dio ha imposto a lui e alla sua femmina, elenca le fatiche e le mortificazioni nonché i continui flagelli e morbi a cui le creature umane sono sottoposte fin dalla creazione. Il Padreterno si lascia convincere dalle invocazioni dell’uomo e, ipso facto, decide di creare a suo vantaggio il villano, che lo servirà “in ogni bisogna” al par d’uno schiavo. In quell’istante passa di lì un asino e il creatore con un gesto della sua mano santa lo ingravida. Al nono mese, preannunciato da “un trempestar tremmendo de fulmini e saiette, de la panza de l’anemal, traverso el so’ cul de lü, sbotta de fora ol vilan spussento, tüto empastao de merda sgarosa e: stralak! Sto cul sforna criante ol servante creat da Deo. Una piova sbatente se spraca contra el corpazon del vilan scagazzao spussente, perché se faga cosiensa de la vita de merda che ve se presenta. ‘Da po’ che l’è nato egnudo’ ordena el Segnor ‘deghe un para de brache de canovasso crudo, brache spacà in del messo e dislassà, che no’ debbia pert tropp tempo in del pissà!’.”
Subito appresso mi appare Bescapè, un contemporaneo di Mattazzone da Calignano, che ci accompagna, mezzo secolo prima di Dante, nell’Inferno, dove personaggi ben noti della società del tempo vengono immersi a testa in giù nello sterco fumante, costretti a compiere gargarismi, trillando in gola secchiate di escrementi prodotti da animali fra i più fetenti.
E poi ancora vedo scorrere i milanesi longobardi sconfitti da Carlo Magno, che un anonimo fabulatore descrive costretti dall’Imperatore a “nettar co’ la lengua l’arco treonfal, costruit da lori mismi a onor da lu venzedor franzoso. Sü l’arcon tüti i soldat de Carlo gh’hann pissat sovra per una jornada entera e anco smerdao con cüra. Das po’ a ognün de’ Longobar fue ordenat de catar rospi, ratti e pantegan de fogna, e cusinarseli per far gran banchetto. I poverazz, boni cosiner con erbe parfumate, hann insaporit i boccon del pasto, engorgià tuto con gran fatiga e despo’ all’entrassat, tuto ch’avien magnat, gh’hann vomegado fora. L’emperador, desgostà, l’ha criat: ‘Ma cos’è ‘sta porcaria? No’ voi védar per le mee terre ‘sto vomegame! Lecadevelo subetamente e che tuto sia ben polido!’. Oh ch’el regal potestà!”.
Di certo si tratta di brani poco noti, che però Dante Alighieri ben conosceva per averli addirittura raccolti nel suo De Vulgari Eloquentia. Attraverso queste testimonianze, è risaputo, il sommo poeta, insieme ad altri autori che l’hanno preceduto, costruì il nuovo linguaggio, o Dolce Stil Novo, che ognuno di noi impara a considerare la base assoluta della nostra cultura.
Lo stesso Dante usa immagini similari per colorare di veemente indignazione la presenza di certi notissimi personaggi in cui incappa nell’infernale viaggio osceno. “A chi servirà quel buco vomitante fuoco?” chiede il tosco poeta a Virgilio. E quegli risponde: “Là dentro verrà fra poco infilato testa in giù, un Pontefice che ben merita di starsene a cottura lenta e le natiche al vento a sbattacchiar gambe al par d’un forsennato!”. Quel Pontefice è nientemeno che Bonifacio VIII, quello che incarcerò, costringendolo a vivere incatenato tra le proprie feci, Jacopone da Todi che si era permesso di insultare il Santo Padre in questione urlandogli: “Ahi! Bonefax! Hai iogato ben lo munno! Ahi! Bonefax! Che come putta hai traito la Ecclesia!” cioè, come una puttana hai ridotto la Chiesa!
Oggi, si sa, nessun cardinale si permetterebbe di porre mano pesante su questi scritti... è questione di opportunità e stile... oggi!
Ma di certo vi farà sussultare di stupore scoprire che anche il santo giullare Francesco di Assisi spesso si lasciasse andare a espressioni di un linguaggio azzardato, per non dire sconveniente. Infatti in una delle storie testimoniate da suoi seguaci, si racconta che un giovane discepolo un giorno si recò da lui disperato, sconvolto, giacché continuava ad apparirgli un orrendo demonio che lo tormentava con lusinghe e minacce, perché si lasciasse indurre nel peccato. Francesco, dopo averlo ascoltato, da autentico giullare quale era, disse al suo tormentato fratello: “Sai che debbi fare? Quando verrà l’enfame demonio, tu digli spietato: ‘Veneme appresso che eo te abbranco per l’orecchi, ti vo’ a spalancà la bocca e in quella ci caco dentro tutto lo smerdazzo che me riesce d’emprignatte!’. Così il giovine seguace repetette a lu demonio quella menaccia che Francesco li avea soggerita: ‘Te vo’ cacando in la bocca finché t’annego de merdazzo!’ Quello diavolo, preso de lo terrore, fuggì, annanno a sbatte contro rupi de le montagne che se sgretolaveno, come sotto tremmamoto, e tutto lo covertirno, seppellennolo per l’intero.”.
È inutile sottolineare che di questa leggenda non si trova traccia nella versione ufficiale della vita di Francesco, quella riscritta quarant’anni dopo da fra Bonaventura da Bagnoreggio, eletto a generale dell’ordine dalla Chiesa di Roma, che censurò l’originale, anzi lo distrusse addirittura mandandolo alle fiamme.
Ma quello di mascherare le notizie e le testimonianze che danno impaccio alle elegie è cosa di tutti i giorni da sempre. Al contrario spesso si scelgono bell’apposta, come nel caso di Luttazzi, le espressioni e i lazzi satirici palesemente scurrili e si mettono in bella mostra allo scopo di abbassare il livello di dignità dell’autore. Conosciamo bene questa pratica davvero ipocrita e furbesca: ti si accusa di usare forme oscene di linguaggio per censurarti o addirittura eliminarti dalla scena.
A me e a Franca è accaduto con Canzonissima quando ci permettemmo di parlare di morti bianche sul lavoro e della mafia criminale. Nessuno, fino ad allora, sto parlando di quarant’anni fa, aveva mai trattato l’argomento. Anche in quell’occasione, fra le tante accuse, quali quella di buttarla in politica, ci si scaraventò addosso anche l’accusa di scurrilità e di non rispettare il comune sentire degli spettatori.
Luttazzi non a caso stava preparando una puntata sull’enciclica del Pontefice. Come eliminarlo senza mettere in primo piano l’autentico soggetto? Si fa la carambola: si spara su un bersaglio laterale per poterti di rimando colpire in piena fronte o, se volete, in piene chiappe. A parte che un bersaglio come Ferrara, è così generoso, da non potersi sbagliare!
Esulta, mio caro Daniele! Così ti hanno eletto a classico della satira, e anche della letteratura! Complimenti!
Dario Fo
Per chi vuole seguire l'evolversi della vicenda: www.danieleluttazzi.it
domenica 9 dicembre 2007
Impressioni d'autunno
Un passo avanti e due indietro.Daniele Luttazzi torna dopo anni in televisione e dopo solo cinque puntate viene nuovamente censurato (ed era libero di dire e/o fare qualsiasi cosa). I governi cambiano, le televisioni cambiano, forse i padroni cambiano. I risultati sono invece sempre gli stessi. Le paure sono sempre le stesse. Paura di chi dice la verità, o almeno prova a dirla. Paura di quello che non si conosce. Paura di quello che non si capisce.
Attraverso tutte queste parole si fa largo anche un'ipotesi alternativa. Ferrara è stato solo la scusa della cacciata, una cacciata preventiva per evitare che andassero in onda i commenti all'ultima Enciclica durante la nuova puntata.
Sinceramente, se dovessi scegliere, preferirei una cacciata dovuta a qualcosa di detto, non conseguenza di un non-avvenimento. Spero che lo Stato Pontificio non sia arrivato a tanto (anche se ora mi toccherebbe citare Andreotti con la sua: "a pensar male si fa peccato però...").
Come sempre Luttazzi non s'è imposto alcun tipo di censura, ha colpito a destra e a manca senza mai chiudere gli occhi, criticando in primis il "proprietario" della rete. Ricordando, se ce n'era ancora bisogno, che se dai lo stipendio ad una persona non significa che lo hai comprato.
La battuta causa della scacciata:
"Dopo 4 anni guerra in Iraq, 3.900 soldati americani morti, 85.000 civili iracheni ammazzati e tutti gli italiani morti sul campo anche per colpa di Berlusconi, Berlusconi ha avuto il coraggio di dire che lui in fondo era contrario alla guerra in Iraq. Come si fa a sopportare una cosa del genere? Io ho un mio sistema, penso a Giuliano Ferrara immerso in una vasca da bagno con Berlusconi e Dell’Utri che gli pisciano addosso, Previti che gli caga in bocca e
L'immagine è raccapricciante? Deve esserlo. Solo così può cercar di competere con l'immagine della guerra e di chi nega le sue responsabilità.
La frase è offensiva per la persona di Giuliano Ferrara? Quante volte le parole di Ferrara risultano offensive anche solo per l'intelletto di chi le ascolta ma questo non gli impedisce di esprimersi.
E' un umorismo troppo estremo? Nelle altre puntate si son visti barboni nutrirsi del vomito dei compagni, filosofi greci parlar di preti pedofili, una sit-com col padre del comico imbalsamato in salotto.....questo non dava fastidio? Ma forse non è più morboso Bruno Vespa coi suoi plastici, gli psicologi, i politici di turno, le interviste sgranate. Non sono più morbose le litigate del pomeriggio per signore, i quiz a notte fonda e le televendite?
Ultimo aggiornamento dal blog ufficiale:
"Stasera è successo un fatto gravissimo: per motivi legali (nessuna comunicazione ufficiale della sospensione del programma) io e Franza Di Rosa abbiamo completato al montaggio la puntata n.6 che doveva andare in onda. Verso le 20, dei funzionari di La7 sono entrati in sala montaggio per impedire fisicamente che proseguissimo. Hanno occupato la stanza, hanno intimato al tecnico di sospendere (senza averne titolo), uno di loro si è seduto al mio posto alla consolle e non se ne andava, sfidandoci. Ho telefonato all'avvocato: stavano commettendo un reato (violenza privata) e potevo chiamare la polizia. A quel punto sono usciti. Poi, quando ho finito e me ne sono andato, uno di loro è entrato per CANCELLARE TUTTO IL GIRATO di Decameron, passato e futuro. Spero non l'abbiano fatto." Daniele Luttazzi
Difficilmente mi schiero apertamente rinunciando al ruolo di avvocato del diavolo.
In questo caso esprimo, per quanto possa servire, il mio più incondizionato appoggio all'autore Daniele Luttazzi.
domenica 2 dicembre 2007
Decameron - 5a Puntata
I commenti risultano totalmente superflui.
Un capolavoro.
Frutto della mente di un genio.
giovedì 29 novembre 2007
Ho sentito bene?
Cito da un servizio di Studio Sport (Italia1-h13:oo-29.11.2007) sull'eroe della notte di Champions Mirko Vucinic (A.S. Roma):"...un giocatore, che in cerca di spazio, rinuncia alla paternità di un gol.
Non sarà da pallone d'oro ma sarà difficile trovare uno slavo più buono."
Non sarà da pallone d'oro ma sarà difficile trovare uno slavo più buono."
Forse non ho sentito bene.
Forse sono sordo.
Mi sa di sì, non ho sentito neanche un: "rumeno di merda!"
Mi sa di sì, non ho sentito neanche un: "rumeno di merda!"
sabato 10 novembre 2007
Sabato sera 2
Fra le molte spade costruite dall'uomo c'e la spada giapponese, la katana.
Ora non per voler cercare il pelo nell'uovo ma quella che avete inquadrato per minuti non è una katana. E' una jian cinese. Da cosa la riconosco? Oltre che dalla forma? Dal fatto che per parlare di katane avete messo spezzoni de "La tigre e il dragone" (veramente bel film). Che è un film cinese. Il regista è cinese. Si svolge in cina. Con attori cinesi. E sono maestri di kung fu. Non samurai.
Spengo la tv.
lunedì 29 ottobre 2007
Ne voglio due, me le può incartare?
E proprio ieri è iniziata la nuova stagione di "Parla con me" presentato da Serena Dandini con Dario Vergassola.
Ospite della serata anche Sabrina Impacciatore, famosa attrice italiana nota ai più per aver fatto Lara Croft in Ciro ormai anni orsono.
Già mi era simpatica e mi colpiva col suo fascino "Vittiano" (da Monica Vitti che poi non capite) ma ieri sera ha esagerato.
Ha esordito l'intervista raccontando che quando è giù di morale indossa delle ali scelte fra le varie paia che possiede e svolazza per la casa. E già qui.....
Ma il bello è arrivato quando incalzata dalle domande di Vergassola si è sdraiata sul divano, gli ha infilato lo stivale sotto il naso e gli ha detto: "Leccami il tacco!"
Per la prima volta da quando seguo il programma il comico si è zittito senza saper continuare.
E io ho una nuova eroina.
E naturalmente l'avrei leccato
Zampetti salumi perfetti
sabato 15 settembre 2007
Un consiglio per tua moglie
Questo, come il video precedente, mi fa morir dal ridere.
Di solito Marco Travaglio mi indispone, nel senso che davanti ai fatti mi arrabbio, mi prudono le mani, devo alzarmi in piedi...
Veramente, è brutto quando si scopre la potenza della verità dei fatti.
Facendo il confronto con gli altri questi due sono quasi un diversivo, puro divertimento.
Lo dedico a Nicola che lo cercava, e che si sta per sposare.
Se sei giù fai come me: riguarda il video del mausoleo o i consigli sul divorzio.
Di solito Marco Travaglio mi indispone, nel senso che davanti ai fatti mi arrabbio, mi prudono le mani, devo alzarmi in piedi...
Veramente, è brutto quando si scopre la potenza della verità dei fatti.
Facendo il confronto con gli altri questi due sono quasi un diversivo, puro divertimento.
Lo dedico a Nicola che lo cercava, e che si sta per sposare.
Se sei giù fai come me: riguarda il video del mausoleo o i consigli sul divorzio.
venerdì 14 settembre 2007
Déjà vu
"MacGyver".
Un, se non Il, classico anni '80 della mia generazione.
Era la puntata in cui doveva recarsi a Budapest per cercare un orologio contenente una lista di spie che non doveva cadere nelle mani dei sovietici.
Trovato l'orologio mette in atto una rocambolesca fuga a bordo di tre Mini Cooper insieme a dei membri della resistenza.
Il problema sorge però quando non hai più nove anni e hai visto un paio di film oltre a "Chips" e l' "A-Team".
Infatti tutta la sequenza della fuga è un (dis)abile rimontaggio dell'inseguimento de: "Un colpo all'italiana" (1969, The Italian Job) con Michael Caine.
Ora: io sarò fissato, ma era veramente troppo palese, dovevo dirlo a qualcuno (Totem ricordi?).
Ingrandite l'immagine per gustarvi le "sottili" somiglianze.
L'unica cosa che può giocare a loro favore è che, per un americano medio, fra italiano e magiaro non ci sono differenze (magiaro? what? mangiaro si, spagetti...scusate l'idiozia).
Questa tecnica delle sequenze riportate tali e quali l'avevo vista solo nei film turchi.
Per me è un complimento.
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