giovedì 12 giugno 2008

Sauna pizza

Sia mo ufficialmente gli ultimi.
Ma gli ultimi degli ultimi.

Apprendo da Corriere.it che tre anni fa il nostro amato presidente del Consiglio si era fatto odiare dal popolo finlandese per una battuta (stranamente infelice) sulla loro cultura alimentare che aveva portato anche a tentativi di boicottaggio di prodotti italiani.
L’occasione è stata quella dell’inaugurazione della sede dell’EFSA, l’autorità Europea che si occupa della valutazione dei rischi relativi alla sicurezza alimentare umana e animale, dove il presidente del Consiglio aveva sostenuto la candidatura di Parma, mentre secondo lui la Finlandia ne sarebbe stata meno degna perché, asseriva Berlusconi, lì mangiano la renna marinata.

Da pochi giorni quei mattacchioni dei finlandesi (cresciuti ad hockey e death metal) per ripicca hanno commercializzato la "Pizza gusto Berlusconi" realizzata con una base di farine integrali e segale, cipolla rossa, funghi e naturalmente renna affumicata.

E con questa pizza sono stati capaci di vincere il primo premio al "New York Pizza Show" di marzo, battendo in finale proprio gli italiani.

Ci pigliano per il culo e vincono.
Come non adorarli...

ps: Giulio quando torni in Finlandia me ne porti una!

mercoledì 11 giugno 2008

La morte ci sfida


"Una mano sbucò dal fumo e dalla confusione, afferrò la canna del fucile di David, glielo strappò di mano e lo scaraventò rumorosamente fra le panche, sui corpi degli zombie.
David girò su sé stesso e si ritrovò a fissare la faccia di suo padre. sembrava stranamente calma, a dispetto delle ferite e del sangue che sgorgava copioso. David riuscì ad estrarre il revolver dalla cintura e lo puntò su suo padre.
E rimase di sasso.
Non riusciva a premere il grilletto.
Tante volte aveva odiato suo padre fino al punto di desiderarne la morte, ma adesso, quando la sua vita dipendeva da quello-e tentò di dirsi che suo padre non aveva più una vera vita da perdere-non era capace di premere il grilletto."

Joe R. Lansdale

martedì 10 giugno 2008

Versus

Jean-Claude Izzo vs Massimo Carlotto
O meglio: Fabio Montale vs Giorgio Pellegrini.
La parola ai protagonisti dei libri.

Fabio: "Mi sentivo oppresso. E solo. Più che mai. Ogni anno, cancellavo dalla mia agenda gli amici che facevano discorsi razzisti. Trascuravo coloro che sognavano solo macchine nuove e vacanze al Club Med. Dimenticavo tutti quelli che giocavano al lotto. Amavo la pesca e il silenzio. Camminare sulle colline. Bere del Cassis freddo. Del Lagavulin, o dell'Oban, tardi nella notte. Parlavo poco. Avevo le mie idee su tutto. La vita, la morte. Il Bene, il Male. Andavo matto per il cinema. Ero appassionato di musica. Non leggevo più romanzi contemporanei. E più di tutto, mi facevano schifo i pavidi, i mollaccioni."
Giorgio: "Esattamente come il barese, che sfoggiava oro al collo e ai polsi, e sui mignoli unghie lunghe quattro centimetri. Un malavitoso di rispetto. Ma non era quello il mio modello. Il Veneto invece mi piaceva. Era un luogo di frontiera e tutti avevano la possibilità di costruirsi un futuro da vincenti. Bastava un po' di inventiva, voglia di fare e zero paura di metterlo in culo al prossimo. Primo della lista lo Stato e le sue tasse del cazzo."

Fabio: "Andai fino al lavandino. Avevo bisogno di guardarmi la faccia. Accesi la lampadina. Ciò che vidi non mi piacque. Il mio viso era intatto. Ma dietro di me... Il viso di Marie-Lou. Aveva l'occhio sinistro gonfio, quasi blu. Mi girai lentamente, tenendomi al lavandino. "Cos'è questa roba?". "Il mio magnaccia". La tirai verso di me. Aveva due lividi sulla spalla, un segno rosso sul collo. Si strinse a me, mettendosi a piangere silenziosamente. Il suo corpo era caldo. Mi fece un gran bene. Le accarezzai i capelli. "Siamo tutti e due in uno stato pietoso. Ora mi racconti."
Giorgio: "E tra le varie smancerie diventò la "nostra" canzone. La usavo come segnale quando avevo voglia di portarmela a letto. Che non accadeva spesso. Di una donna che non aveva intenzione di succhiarmelo e di farselo sbattere nel culo non sapevo davvero cosa farmene. Però aveva tante altre qualità, e visto che volevo sposarmela non ne facevo una malattia. Era dolce, premurosa, e non rompeva le palle. E in casa si dava da fare. Amavo la sua compagnia. Riempiva i buchi della mia vita. La notte. Il tempo libero. In coppia era più divertente. Capii finalmente perchè la gente si sposava e non persi tempo a parlarle di matrimonio."

Fabio: "Guardai i suoi figli. I lineamenti erano mosci. Nei loro occhi, sfuggenti, nessun lampo di rivolta. Amari dalla nascita. Avrebbero nutrito odio solo verso i più poveri. E per chi avrebbe tolto loro il pane. Arabi, neri, ebrei, gialli. Mai per i ricchi. Si capiva già come sarebbero diventati. Poca cosa. Nel migliore dei casi, autisti di taxi, come il padre. E la ragazza, shampista. O commessa al Prisunic. Dei francesi medi. Cittadini della paura."
Giorgio: "[...] "Ho intenzione di mettermi in politica, e La Nena potrebbe diventare il mio club". "Politica? Che tipo di politica?". "Moderata e destinata a governare" rispose ammiccando. "Rappresento un gruppo di commercianti e professionisti che per troppo tempo è stato costretto a stare ai margini della vita politica di questa città. Ma adesso il vento è cambiato e abbiamo intenzione di contare sempre di più. Qui e a Roma. Avrà possibilità di far conoscenze che le torneranno utili per inserirsi completamente nel tessuto cittadino. Cosa ne pensa?". "A parole sembra un piano perfetto".

Estratti da "Casino totale" di Jean-Claude Izzo e "Arrivederci amore, ciao" di Massimo Carlotto. Entrambi pubblicati da e/o.

Chi vince?

Dei motivi per cui lo chiamavano il principe 2

Antefatto.
A Pontebs risiede un ragazzo (uomo?) dal trascorso scolastico che definirei lievemente burrascoso.
Gran parte di quello che scriverò sarà debitamente censurato perchè la vicenda non riguarda LUI ed anzi gli rinnovo la mia solidarietà e dico che da quell'episodio mi sta anche simpatico.
Ha studiato per anni (10?) in una città del norditalia una materia non proprio banale. Forse per questo o per altri mille motivi (fatti suoi), non riuscendo a dare esami, ha iniziato a raccontare palle a casa. Anzi diciamo PALLE che rende meglio l'idea. Fattostà che dopo aver già fatto la festa con gli amici per la fine degli esami e aver invitato tutti in trasferta alla sua laurea lui quel giorno non s'è presentato. Diciamo perchè quel giorno non si laureava. E diciamo che non aveva dato neanche tutti gli esami (metà?). Aggiungo poi che è scappato in una nota città estera famosa per le gire scolastiche. E tocco di classe finiti i soldi ha chiamato a casa: "Potreste venire a prendermi?"

Oggi.
La sua famiglia gestisce un negozio. Nel pomeriggio ci compro qualcosa e sua mamma (la donna che quando ero all'asilo badava me e mia sorella) mi chiede: "Come va con l'università?"
Io: "Abbastanza bene, mi manca poco..."
Lei: "Vedi che piano piano ce l'hai fatta anche tu a finire!"

Ora: che i miei trascorsi scolastici siano alquanto burrascosi (eufemismo) sono il primo a dirlo. E sono il primo a dire d'aver stazionato in un brodo d'indecisione di cui solamente negli ultimi tempi son riuscito a separere l'olio dall'acqua.
Ma: chi cazzo sei tu (TU) per fare un commento del genere? Ma hai guardato un attimo in casa tua? Ma hai la minima idea delle vicende (e ce l'hai l'idea come "amica di famiglia") che hanno caratterizzato la mia vita universitaria? Dalla scelta totalmente casuale della facoltà (dovuta ad una situazione contingente), alla convivenza forzata (anch'essa contingente), alle responsabilità che m'assumo (mi assegnano) a casa?

Principe perchè invece di tirarle una sassaiola d'insulti ho sorriso e pagato il conto.

West Coast

Io di moto non capisco un cazzo.
Ma proprio un cazzo.

Forse per questo sono portato verso la filosofia piuttosto che le prestazioni.
Verso quelli che mi sembrano esercizi di stile.
E lo stile "pura ignoranza" mi cattura sempre.

Stimolato da un post di Lessio (esatto, anche lui ha un blog e lo aggiungo nella lista a destra) voglio dire comunque la mia.
E dichiarare il mio amore al lavoro di Jesse James e della sua West Coast Choppers.

Se mai ne avrò una, sarà un chopper.
E come direbbe, chi più ignorante di lui, James Hetfield:

...and the road becomes my bride
I have stripped of all but pride
so in her I do confide
and she keeps me satisfied
gives me all I need

wherever I may roam, Metallica

Yeahh

giovedì 5 giugno 2008

Totem dixit

Potrebbe essere la battuta del 2008.
Soprattutto detta da lui.
Noto ai più per le sentenze definitive.

Stavamo parlando di cazzate su internet.
Mi informa che uscirà Guitar Hero: Metallica.
Per poi aggiungere:

"e dopo do minuti che te zoghi mori el bassista"*



*Per i non muggesani anche se è banale: e dopo due minuti che giochi muore il bassista.

A Song For You



Quando la gattina incontra il gattone.

Christina Aguilera & Herbie Hancock.